Ucraina, Kiev accusa Mosca: “Ci hanno invaso a Sud-Est, reagiremo” – Ukraine, Kiev accused Moscow: “We have invaded south-east, we will react”

Kiev annuncia la ratifica della parte politica dell’accordo con Bruxelles. A Kharkiv sparatoria e notte di trattative per far rilasciare gli ostaggi: 30 arresti. Domani referendum per l’annessione della Crimea a Mosca. E il governo inglese propone Londra come come sede alternativa per la riunione del G7 se la Russia dovesse essere espulsa dal G8 a causa della sua politica in Ucraina

“Ci hanno invaso nel Sud-Est del Paese: se non si ritirano immediatamente reagiremo”. Soffiano nuovi venti di guerra tra Kiev e Mosca, con il governo dell’Ucraina accusa la Russia di esser entrata nella regione di Kherson, al confine con la Crimea, con truppe militari. Per questo motivo il ministero degli Esteri chiede un passo indietro del Cremlino, pena una risposta forte, “con tutti i mezzi”. Poco prima della dichiarazione del governo ucraino, invece, il Guardian aveva parlato di un respingimento da parte dei militari di Kiev di un tentativo russo di infiltrarsi nel territorio nazionale. In tal senso, a sentire il ministro della Difesa aerei e paracadutisti ucraini hanno bloccato una tentativo da parte di truppe russe di invadere l’Arbatskaya Strelka, una striscia di terra lunga 112 km che corre parallela alla costa orientale della Crimea e fa parte della regione di Kherson.

Non solo. Le truppe russe, infatti, hanno preso il controllo di una stazione di distribuzione di gas naturale vicino alla Crimea. Lo fa sapere un portavoce della guardia di confine ucraina. Si tratta della prima azione della Russia fuori dalla Crimea e in territorio ucraino, mentre la penisola è nelle mani delle truppe di Mosca dalla fine dello scorso mese. Un contingente di circa 120 soldati ha occupato la stazione. Una folla di filorussi, inoltre, ha tentato nel pomeriggio di irrompere nella sede dei servizi segreti ucraini (Sbu) a Donetsk, nella russofona Ucraina orientale. Lo riportano i media locali. I manifestanti – che chiedevano la liberazione dell’autoproclamato ‘governatore’ filorusso di Donetsk, Pavel Gubarev – sono riusciti a sostituire la bandiera ucraina con quella della “Repubblica di Donetsk” prima di essere respinti dalle forze dell’ordine in assetto antisommossa. Le manovre militari di Mosca, però, hanno provocato anche la reazione della comunità internazionale. “La Russia dovrà rispondere delle sue azioni, e potrebbe essere soggetta ad un isolamento diplomatico ed economico” ha detto l’ambasciatrice americana all’Onu, Samantha Power, precisando che se verranno confermate le accuse di Kiev sulla presenza di truppe russe sul territorio nazionale si tratterebbe di “una escalation scandalosa”. L’Inghilterra, invece, ha proposto Londra come sede alternativa per la riunione del G7 se la Russia dovesse essere espulsa dal G8 a causa della sua politica in Ucraina.E’ quanto riporta il settimanale tedesco Der Spiegel, citando una fonte vicina al governo tedesco. La proposta sarebbe stata accolta dagli altri sei Paesi membri, Italia inclusa. Oltre al possibile spostamento della riunione del G7 a Londra, rispetto a quella del G8 in programma a Sochi, lo Spiegel spiega che se il presidente russo Vladimir Putin non dovesse fare passi indietro sull’annessione della Crimea, Berlino potrebbe annullare anche le consultazioni intergovernative russo-tedesche in programma a Lipsia in aprile, o comunque mantenerle in un formato ridotto.

Ucraina, il 21 marzo firma per intesa con Ue
Ucraina
 e Russia sono sempre più lontane, la Crimea parla già di annessione e la tensione si alza (altri 2 morti in uno scontro a fuoco avvenuto la notte scorsa) mentre la diplomazia internazionale ancora deve capire quali strumenti utilizzare per affrontare la crisi. Kiev e Mosca sono sempre più distanti e il dialogo si fa sempre più difficile, tanto più dopo l’annuncio del premier ucraino Arseni Iatseniuk: il 21 marzo  firmerà con l’Unione europea della parte politica dell’accordo di associazione e libero scambio tra Ucraina e Ue sarà firmata il 21 marzo prossimo, nel corso del vertice Ue. In un video diffuso dalle tv locali Iatseniuk, rientrato ieri da una tournée in Europa e negli Usa, ha affermato di aver avuto “un incontro con il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy“. “Siamo d’accordo – ha spiegato Iatseniuk – sul fatto che la parte politica dell’accordo di associazione tra Ucraina e Unione europea debba essere firmata durante il vertice del 21 marzo”, la parte economica sarà invece siglata “più avanti”. Il tema è nient’affatto banale, al contrario è al centro della crisi ucraina: la mancata firma dell’accordo di associazione con l’Ue a fine novembre ha fatto scoppiare la rivolta antigovernativa che ha portato nel giro di tre mesi alla destituzione dell’ex presidente ucraino Viktor Ianukovich.

Nel frattempo però si parla dell’annessione della Crimea alla Russia come cosa fatta, sebbene sembri rallentare sotto il piano operativo e istituzionale. Alla vigilia del referendum il vicepremier locale Rustam Temirgaliyev ha spiegato all’agenzia russa Interfax che la formazione delle istituzioni statali della Crimea e il passaggio agli standard russi potrebbero richiedere sino a 12 mesi dal momento in cui la Repubblica sceglie di entrare in Russia. In tal modo, secondo alcuni osservatori, Putin potrebbe prendere tempo e posticipare l’eventuale adesione della Crimea alla Russia.

Tensione pre referendum: due morti
Il rischio resta quello di un’escalation all’interno del Paese soprattutto nelle zone a più alta concentrazione di filo russi. Due persone sono state uccise ed altre cinque sono rimaste ferite (un poliziotto è grave) a Kharkiv, nell’est dell’Ucraina. Secondo le ricostruzioni dei giornali locali è avvenuta una sparatoria tra favorevoli all’annessione a Mosca e militanti di estrema destra: questi ultimi hanno anche preso in ostaggio alcune persone. Alla fine si sono arresi dopo una lunga trattativa notturna e sono stati arrestati dalla polizia (30 persone sono finite in carcere). Le vittime sono un filorusso e un passante. Sale così la tensione nella regione, dopo il giovane pro Maidan accoltellato l’altro ieri a Donetsk in scontri con i filorussi. Secondo una prima ricostruzione, tutto è cominciato quando ieri sera i manifestanti pro Mosca si sono radunati nella centrale piazza Svoboda e sono stati fatti oggetto di spari da una vettura in corsa. Auto poi rintracciata vicino ad un edificio che ospita generalmente un gruppo radicale di destra. I filo russi, armati di bastoni, hanno tentato di entrare ma gli occupanti, circa una trentina, hanno risposto aprendo il fuoco e prendendo alcuni ostaggi. Domenica a Kharkiv si terrà un referendum simbolico per l’adesione alla Russia.

Mosca ha chiesto a Kiev di dichiarare fuori legge i gruppi nazionalisti. “I gruppi Bandera (controverso eroe nazionale ucraino accusato di collaborazionismo con i nazisti, ndr) dovrebbero essere dichiarati illegali per incitazione all’odio interetnico” ha twittato Konstantin Dolgov, responsabile del ministero degli Esteri russo per i diritti dell’uomo. “Nessuno ha esonerato l’Ucraina dai suoi obblighi a lottare contro il razzismo, la discriminazione razziale e la xenofobia. Questi obblighi devono essere rispettati”.

Rapito e liberato prete in Crimea
Un sacerdote cattolico di rito orientale è stato prelevato dalla sua chiesa in Crimea da milizie filorusse. Per alcune ore è stato rapito senza poter dare notizie ma alla fine è stato liberato dallapolizia. E’ il sacerdote greco-cattolico padre Mykola Kvych, parroco della chiesa dellaDormizione della Vergine a Sebastopoli e cappellano della Marina. A dare la notizia, che è emblematica del clima di tensione che si respira in queste ore in Crimea, era stato un sito di informazione religiosa ucraino ma la conferma era arrivata anche ai microfoni di Radio Vaticana dal vescovo Gudziak Borys, l’eparca della chiesa greco-cattolica ucraina, che aveva espresso “profonda preoccupazione” per quanto accaduto e in generale per il clima che si è creato nella regione. A informare della liberazione di padre Kvych è stata la polizia di Sebastopoli, riferendo di aver trovato, nel corso della perquisizione dell’appartamento del presule, alcuni giubbotti anti-proiettile.

La chiesa locale fin dai primi giorni delle proteste di piazza Maidan a Kiev è sempre stata vicino ai manifestanti e ha espresso in varie occasioni la propria contrarietà ad una annessione della Crimea alla Russia. Durante i giorni della protesta le chiese cristiane, cattoliche e ortodosse, erano rimaste abbastanza unite. Ma a fronte della nuova situazione che si sta creando nella regione sul Mar Nero ora i rapporti sembrano più complicati. Almeno a giudicare dalle parole usate dal vescovo Borysche, rivolgendosi alle autorità della Chiesa ortodossa russa, aveva rimarcato come “direttamente o indirettamente” appoggiassero l’occupazione della Crimea. “Ora facciano tutto il possibile – aveva aggiunto – perché padre Kvych venga rilasciato e per fermare la persecuzione dei sacerdoti cattolici e dei fedeli cattolici su questa penisola”. Negli scorsi giorni sacerdoti ucraini greco-cattolici, tra i quali proprio padre Kvych, hanno ricevuto minacce – riferisce Radio Vaticana – e pressioni per lasciare la Crimea. Molti di loro però hanno scelto di rimanere. “I nostri sacerdoti e vescovi sono stati molto vicini alla gente”, afferma il vescovo Borys, ispirati anche dalle parole di Papa Francesco “che ha detto che il pastore deve avere l’odore delle sue pecore. E i nostri pastori sono stati con la gente e continuano a stare con loro anche durante questa occupazione in Crimea”.

#escidallagabbia

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Kiev announces the ratification of the political part of the agreement with Brussels. In Kharkiv shooting and night of negotiations to release the hostages: 30 arrests. Tomorrow referendum on the annexation of Crimea to Moscow. And the British government in London as proposed as an alternative location for the meeting of G7 if Russia were to be expelled from the G8 because of its policy in Ukraine

” We were flooded in the South -East of the country: if you do not retire immediately react .” New winds of war are blowing between Kiev and Moscow, with the Government of Ukraine accuses Russia of being entered in Kherson region , bordering the Crimea, with military troops . For this reason, the Foreign Ministry calls for a step back in the Kremlin , otherwise a strong response , ” by all means ” . Shortly before the declaration of the Ukrainian government , on the other hand , the Guardian had spoken of a refusal by the military in Kiev of a Russian attempt to infiltrate the country. In this sense , to hear the Minister of Defense aircraft and paratroopers captured a Ukrainian attempt by Russian troops to invade Arbatskaya Strelka , a 112 km long strip of land that runs parallel to the east coast of the Crimea and is part of the region Kherson .

Not only that . The Russian troops , in fact, have taken control of a natural gas distribution station near the Crimea. He does know a spokesman for the Ukrainian border guard . This is the first action of Russia out of the Crimea and the Ukrainian territory , while the peninsula is in the hands of the troops of Moscow by the end of last month. A contingent of about 120 soldiers occupied the station . A crowd of pro-Russian , also this afternoon attempted to break into the headquarters of the secret services of Ukraine ( SBU ) in Donetsk, in the Russian-speaking eastern Ukraine . The local media reported . The protesters – demanding the release of the self ‘ governor ‘ pro-Russian Donetsk , Pavel Gubarev – were able to replace the Ukrainian flag with that of the ” Republic of Donetsk” before being rejected by the police in riot gear . The military maneuvers in Moscow, however , also provoked the reaction of the international community. “Russia will have to answer for his actions , and may be subject to diplomatic isolation and economic ,” said the U.S. ambassador to the UN, Samantha Power , stating that if the allegations are confirmed in Kiev on the presence of Russian troops on the territory it would be ” an escalation scandalous” . England , however, London has proposed as an alternative location for the meeting of G7 if Russia were to be expelled from the G8 because of its policy in Ucraina.E ‘ a report in the German weekly Der Spiegel , citing a source close to the German Government . The proposal was accepted by the other six member countries , including Italy. In addition to the possible displacement of the G7 meeting in London, compared to that of the G8 held in Sochi, Spiegel explains that if the Russian President Vladimir Putin does not take a step back on annexation of the Crimea, Berlin could also undo the Russian intergovernmental consultations – German in Leipzig in April, or at least keep them in a reduced format .

Ukraine , on March 21 to sign agreement with EU
Ukraine and Russia are increasingly remote , the Crimea is already talk of annexation and the tension rises (2 more killed in a firefight took place last night ), while international diplomacy still has to figure out which tools to use to deal with the crisis . Kiev and Moscow are increasingly distant and dialogue becomes more and more difficult , especially after the announcement of Prime Minister of Ukraine Arseni Iatseniuk : March 21 will sign with the European Union ‘s political part of the Association Agreement and Free Trade Agreement between Ukraine and the EU will be signed on 21 March, during the EU summit . In a video released by the local TV Iatseniuk , returned yesterday from a tour in Europe and the U.S. , said he had had ” a meeting with European Council President Herman Van Rompuy .” “We agree – explained Iatseniuk – that the political part of the Association Agreement between Ukraine and the European Union should be signed during the summit of 21 March,” the economy will instead be signed “later .” The theme is by no means a trivial matter, is at the center of the Ukrainian crisis : the failure to sign the Association Agreement with the EU in late November sparked the anti-government uprising that has brought within three months after the removal of ‘ former Ukrainian President Viktor Yanukovich .

In the meantime, however, speaks of the annexation of Crimea to Russia as a done deal , although it seems to slow down under the operational and institutional . On the eve of the referendum, the local deputy Temirgaliyev Rustam told the Russian Interfax news agency that the formation of state institutions and the passage of the Crimea to the Russian standards may require up to 12 months from the time when the Republic chooses to enter Russia . In this way , according to some observers , Putin could take time and delay the eventual accession to the Crimea to Russia.

Voltage Pre referendum : two dead
The risk remains that of an escalation in the country , especially in areas with the highest concentration of pro-Russian . Two people were killed and five others were injured ( a cop is severe) in Kharkiv , eastern Ukraine. According to the reconstruction of the local newspapers there has been a shootout between favor of annexation to Moscow and militants of the extreme right : the latter have also taken hostage some people. Eventually they gave up after a long negotiation night and were arrested by the police (30 people ended up in jail ) . The victims are a pro-Russian and a passerby. This brings the tension in the region, after the young pro Maidan stabbed the day before yesterday in Donetsk in clashes with pro-Russian . According to initial reports , it all started last night when the pro Moscow protesters gathered in the central square Svoboda and were subjected to gunfire from a car in the race. Car then tracked near a building that houses generally a group of radical right. The pro-Russian , armed with sticks , tried to enter but the occupants , about thirty , who responded by opening fire and taking hostages . Kharkiv Sunday there will be a symbolic referendum for accession to Russia.

Moscow to Kiev asked to outlaw nationalist groups . “The groups Bandera ( controversial Ukrainian national hero accused of collaborating with the Nazis , ed) should be outlawed incitement to ethnic hatred ,” he tweeted Konstantin Dolgov , head of the Russian Foreign Ministry for Human Rights . “No one has exonerated the Ukraine of its obligations to combat racism , racial discrimination and xenophobia. These obligations must be respected. ”

Kidnapped priest released in the Crimea and
An Eastern Rite Catholic priest has been removed from his church in Crimea by pro-Russian militias . For a few hours he was kidnapped without being able to give news but in the end he was released by police. And ‘ the greek – catholic priest Father Mykola Kvych , pastor of the Church of the Dormition of the Virgin in Sevastopol and chaplain of the Navy. The news , which is emblematic of the tense atmosphere that reigns at this time in the Crimea , was a site of Ukrainian religious information but also the confirmation had come to Radio Vatican by Bishop Gudziak Borys , the prefect of the church greek – Ukrainian Catholic , who had expressed “deep concern” about what happened , and in general the atmosphere that is created in the region. A father Kvych inform the liberation of Sevastopol was the police , reporting that he had found during the search of the apartment of the prelate , some bullet-proof vests .

The local church from the early days of street protests in Kiev Maidan has always been close to the protesters and has on several occasions expressed its opposition to an annexation of the Crimea to Russia. During the days of the protest Christian churches, both Catholic and Orthodox , had remained fairly united . But in the face of the new situation that you are creating in the region on the Black Sea now reports seem more complicated . At least judging by the words used by the bishop Borys that by applying to the authorities of the Russian Orthodox Church, had remarked how ” directly or indirectly” they supported the occupation of the Crimea. ” Now do everything possible – he added – because Kvych father is released and to stop the persecution of Catholic priests and faithful Catholics on this peninsula .” In recent days greek Ukrainian Catholic priests , including his own father Kvych , have received threats – reports Vatican Radio – and pressured to leave the Crimea. Many of them , however, have chosen to stay . ” Our priests and bishops were very close to the people ,” says the bishop Borys , also inspired by the words of Pope Francis ” who said that the shepherd must have the smell of his sheep . And our pastors have been with the people and continue to be with them during this occupation in the Crimea . ”

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