Crimea, G8 di Sochi annullato. Lavrov: “Russia esclusa? Non è una tragedia” – Crimea, the G8 summit in Sochi canceled. Lavrov: “Russia is not included? It’s not a tragedy “

I leader del G7, riuniti all’Aja, confermano di non partecipare al summit e fissano la prossima riunione. Il ministro degli Esteri di Mosca poco prima aveva dichiarato: “Nessuno può cacciarci”

“I leader del G7 si incontreranno di nuovo a Bruxelles a giugno e non parteciperanno a Sochi“. Il presidente del Consiglio europeo Van Rompuy su Twitter conferma la cancellazione del summit a otto, deciso dai 7 Grandi nel documento finale dell’Aja, dove sono riuniti per un vertice straordinario sulla sicurezza nucleare (presenti leader Stati Uniti, Germania, Gran Bretagna, Francia,Giappone, Italia e Canada, oltre ai rappresentanti dell’Unione Europea). Fissano anche la loro prossima riunione, prevista a giugno a Bruxelles, e spiegano di sospendere la loro partecipazione finché la Russia “non cambierà percorso”. Un’ipotesi che si era già diffusa nel corso del pomeriggio – riportata dal Wall Street Journal, secondo cui il presidente Usa Barack Obama voleva proporre agli altri Paesi l’esclusione di Mosca dal vertice – e a cui il ministro degli esteri russo Serghiei Lavrov aveva reagito con indifferenza. Per lui, che ha ringraziato i partner dei Brics (Brasile, India, Cina e Sudafrica) per la “comprensione della posizione russa sulla Crimea“, l’esclusione dal summit non sarebbe stata “una tragedia”, perché la Russia “non è aggrappata a quel formato” visto che tutti i principali problemi possono essere discussi in altre sedi internazionali, come il G20. Il G8, aveva aggiunto, è “un club informale, nessuno distribuisce le tessere dell’iscrizione e nessuno può cacciare qualcun altro”.

Infatti nel comunicato finale non si parla di “espulsione”, ma di qualcosa di diplomaticamente più sottile: sono gli altri sette grandi del pianeta a non voler incontrare Putin finché la Russia non cambierà atteggiamento. La decisione perché “il tentativo di annessione della Crimea” è una “chiara violazione” del diritto internazionale, che viene “condannata con forza” e “non viene riconosciuta”. Nella nota si afferma pure che i sette sono “pronti ad intensificare” le sanzioni fino a trasformarle “in sanzioni economiche settoriali” che avranno “un crescente impatto significativo sull’economia russa”. Minaccia di sanzioni più dure e “isolamento internazionale” sono due dei pilastri fondamentali della strategia. Gli altri sono il sostegno economico, con l’appello alla Fmi a chiudere presto l’accordo con Kiev, e la rassicurazione dei Paesi dell’est europeo. Che deve arrivare dalla Nato. Il linguaggio della nota finale tiene conto tanto dell’ira americana quanto dall’equilibrio di marca europea. Non manca infatti il riferimento alle “strade della diplomazia” che restano aperte. E c’è persino il plauso per il “supporto” russo alla missione dell’Osce: “Un passo nella direzione giusta”. Le sanzioni, come ricorda Barroso, sono lì per far capire alla Russia “che il suo comportamento è inaccettabile nel 21esimo secolo”.

Nel pomeriggio, secondo quanto riportato dal Wall Street JournalBarack Obama voleva spingere i 7 Grandi a escludere Mosca dal G8, ma a smentire l’intenzione di Washington era stato Ben Rhodes, vice consigliere per la sicurezza nazionale del presidente Usa, che dall’Aja aveva detto: “Finché la Russia violerà chiaramente il diritto internazionale, non c’è necessità per il G7 di impegnarsi con la Russia. La porta è aperta per la Russia per ridurre la tensione della situazione”, aveva detto Rhodes, convinto che nessuno degli altri membri fosse pronto a espellere formalmente il Cremlino. Il vice della sicurezza Usa aveva poi aggiunto che, mentre il G7 non imporrà sanzioni congiunte a nome dell’alleanza, l’obiettivo è di far sì che i membri individuali coordinino i loro approcci per le sanzioni future, ma ha precisato che gli Stati Uniti sono “molto preoccupati” per l’escalation di tensione al confine con l’UcrainaCameron e Merkel, intanto, concordano su un punto: la Ue, insieme agli Usa, garantisce il sostegno al governo di Kiev.

E nonostante le prime ritorsioni decise dal Cremlino, che dopo gli Usa colpiscono il Canada (dove vive la più grande comunità ucraina all’estero), proprio all’Aja arriva il primo segnale di possibile distensione, con Lavrov che incontra il suo omologo di KievAndrey Deshkhytsya. E’ il primo contatto diretto al più alto livello tra Mosca e Kiev da quando Yanukovich è stato costretto a fuggire. In compenso il capo della diplomazia russa cerca il sostegno dei Brics, che del G7 sono in qualche modo il contraltare, e li ringrazia per la “comprensione”. La sospensione della Russia dal G8 è la rappresentazione plastica di quell’isolamento internazionale che tanto gli Stati Uniti quanto l’Unione europea considerano la mossa più efficace a lungo termine. Su questo punto Barack Obama ha cercato di coinvolgere anche il presidente cinese Xi Linping. Che, secondo la versione della Casa Bianca, ha spiegato l’astensione in Consiglio di Sicurezza come un sostegno dell’inviolabilità territoriale dell’Ucraina. Per il cinese è sicuramente inaccettabile il metodo del “referendum”, precedente pericoloso per Pechino ad esempio di fronte alla pretesa indipendenza del Tibet.

Il comunicato del G7 – ”Noi, i leader di Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito, Stati Uniti, presidente del Consiglio europeo e presidente della Commissione europeaci siamo riuniti a l’Aja per riaffermare il nostro sostegno alla sovranità, all’integrità territoriale e all’indipendenza dell’Ucraina”. Comincia così il comunicato congiunto emesso dai leader del G7 dopo il loro incontro di emergenza a l’Aia. “Condanniamo il referendum illegale che si è tenuto inCrimea in violazione della costituzione ucraina. Condanniamo anche con forza il tentativo illegale della Russia di annettere la Crimea, in violazione del diritto internazionale e degli obblighi internazionali specifici. Non riconosciamo nessuno dei due. Questo gruppo – prosegue – si è unito a causa di credenze e responsabilità condivise. Le azioni della Russia nelle recenti settimane non sono coerenti con queste credenze e responsabilità. Con queste circostanze, non parteciperemo al previsto incontro di Sochi. Sospenderemo la nostra partecipazione al G8 finchè la Russia non cambierà percorso”, si legge nel comunicato, che aggiunge che il G7 si incontrerà a giugno aBruxelles. “Inoltre, abbiamo deciso che i ministri del G7 si incontreranno per discutere modi di rafforzare la nostra sicurezza energetica collettiva”.

Crimea, assalto a base militare – La tensione, intanto, resta alta. Le forze russe hanno dato l’assalto questa mattina all’alba a una base militare ucraina a Feodosia in Crimea, secondo quanto indicato sulla sua pagina Facebook dal portavoce delle forze ucraine in Crimea, Vladislav Seleznev. L’operazione è stata condotta con blindati leggeri ed elicotteri e, secondo la stessa fonte, sono stati uditi colpi d’arma da fuoco. L’Ucraina, secondo quanto riferito dall’agenzia Unian, ha deciso di ritirare le proprie truppe dalla Crimea. Il presidente ucraino ad interim Oleksandr Turcinov ha poi precisato, parlando ai capigruppo parlamentari, che è stato “ordinato al governo di far evacuare i familiari dei militari ucraini” e “di provvedere alla loro sistemazione” nonché “a quella di tutti coloro che sono costretti a lasciare le loro case”.

Il “caso” della Polonia – Il ministero degli Affari esteri polacco di Varsavia sostiene di avere ricevuto una lettera ufficiale dalla Duma di Stato russa con una proposta per spartire il territorio attuale dell’Ucraina. Al ministero – spiegano i media polacchi – si propone di concentrare gli sforzi per indire un referendum sull’adesione alla Polonia di cinque regioni occidentali dell’Ucraina: Volyn, Lvov, Ivano-Frankovsk, Ternopoli e Rovenskoj. “La proposta risulta talmente particolare che nessuno la prende sul serio”, ha detto il portavoce Marcin Wojciechowski del ministero degli Esteri di Varsavia, confermando l’esistenza della lettera.

Licenziato docente che paragonò l’annessione della Crimea all’Anschluss – Si è conclusa con il prevedibile licenziamento la procedura disciplinare avviata nei giorni scorsi a Mosca contro lo storico russo Andrei Zubov, professore alla prestigiosa Università legata al ministero degli Esteri(Mgimo) finito sotto tiro per un controverso articolo recente in cui paragonava l’annessione dellaCrimea alla Russia all’Anschluss dell’Austria da parte del Terzo Reich (1938). Lo ha annunciato oggi lo stesso Zubov. L’Mgimo – ha fatto sapere l’accademico – “mi ha licenziato sulla base di un articolo del contratto di lavoro che riguarda i casi di ‘comportamento immorale’ in un’istituzione educativa”.

Una contestazione respinta da Zubov che si è dichiarato al contrario vittima di “discriminazione per le mie convinzioni politiche”. Lo studioso ha poi ricordando di aver espresso più volte in 12 anni di insegnamento, sui media e altrove, opinioni difformi dalla linea del ministero degli Esteri, e sempre senza conseguenza. “Ma evidentemente i tempi sono cambiati”, ha concluso. Di tutt’altro avviso la direzione dell’Mgimo, che in una nota lo ha tacciato di slealtà verso l’istituzione per cui lavorava, definendo “insultante” il paragone storico avanzato giorni fa dalle colonne del giornale russoVedomosti e “irresponsabile la sua critica alla politica estera della Russia”. Nell’articolo ‘incriminato’, che aveva suscitato fin da subito polemiche e reazioni roventi a Mosca, Zubov azzardava apertamente un parallelo fra il caso Crimea e l’Anschluss dell’Austria ad opera della Germania nazista: sostenendo che anche questa volta si potrebbe essere “sull’orlo della distruzione completa d’un sistema di accordi internazionali, del caos economico e di una dittatura politica”.

#ESCIDALLAGABBIA

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The leaders of the G7 meeting in The Hague, confirmed not to attend the summit and set the next meeting. The Minister of Foreign Affairs of Moscow had earlier said: “No one can drive us”

” The G7 leaders will meet again in Brussels in June and will not participate in Sochi .” The European Council President Van Rompuy on Twitter confirming the cancellation of the summit to eight , decided by 7 Great in the final document Hague , where they gathered for a special summit on nuclear safety ( present leader the United States, Germany , Britain, France , Japan, Italy and Canada, as well as representatives of the European Union ) . Also set their next meeting, scheduled for June in Brussels , and explain to suspend their participation until Russia “will not change course .” A hypothesis that had already spread in the course of the afternoon – reported by the Wall Street Journal that President Barack Obama wanted to propose to the other countries the exclusion of Moscow from the top – and which the Russian Foreign Minister Sergei Lavrov had reacted with indifference. For him , who thanked the partners of the BRICS (Brazil, India, China and South Africa) for the ” understanding of the Russian position on the Crimea ,” the exclusion from the summit would not have been ” a tragedy ” , because Russia “is not clinging in that format “since all the main issues can be discussed in other international fora such as the G20 . The G8 , he added , is ” an informal club , no one distributes the tiles enrollment and no one can chase someone else.”

In fact, in the final communique does not speak of ” expulsion ” , but something more subtle diplomatically : are the other seven major planet not want to meet with Putin as long as Russia does not change his attitude . The decision because “the attempt of annexation of the Crimea ” is a ” clear violation ” of international law , which is ” strongly condemned ” and ” not recognized ” . The note also states that the seven are “ready to step up ” sanctions until they turn ” in sectoral economic sanctions ” that will have ” a significant impact on the Russian economy growing .” Threat of tougher sanctions and ” international isolation ” are two of the main pillars of the strategy. The others are economic support , with the appeal to the IMF to close early agreement with Kiev, and the reassurance of the Eastern European countries . That has to come from NATO . The language of the final note takes into account both the wrath American as the balance of European brand . In fact, do not miss the reference to ” the streets of diplomacy ” that remain open . And there’s even the applause for the “support” to the Russian OSCE mission : ” A step in the right direction.” The penalties , as noted by Barroso, are there to make it clear to Russia ” that his behavior is unacceptable in the 21st century.”

In the afternoon , as reported by the Wall Street Journal, Barack Obama wanted to push the 7 Great to exclude Moscow from the G8 , but to deny the intention of Washington was Ben Rhodes , deputy national security adviser to the U.S. president , who by ‘ Hague said: ” Until Russia clearly violate international law , there is no need for the G7 to engage with Russia. The door is open for Russia to reduce the tension of the situation, ” said Rhodes , convinced that none of the other members were ready to formally expel the Kremlin. The deputy of the U.S. security had added that , while the G7 will not impose joint sanctions on behalf of the alliance , the goal is to ensure that individual members coordinate their approaches to future sanctions , but stated that the United States are “very concerned” about the escalation of tension on the border with Ukraine. Cameron and Merkel, meanwhile , agree on one point: the EU , together with the U.S. , provides support to the government in Kiev.

And despite the first retaliation from the Kremlin decided that after the U.S. affect Canada (where there exists the largest Ukrainian community abroad ) , The Hague arrives just the first sign of possible relaxation with Lavrov, who met his counterpart in Kiev Andrey Deshkhytsya . It ‘ the first direct contact at the highest level between Moscow and Kiev since Yanukovych was forced to flee. In return, the head of Russian diplomacy seeks the support of the Brics , that the G7 are in some ways the antithesis , and thanks them for ” understanding.” The suspension of Russia from the G8 is the plastic representation of that isolation that both the U.S. and internationally as the European Union consider the move more effective in the long term . On this point, Barack Obama has tried to involve the Chinese president Xi Linping . That, according to the version of the White House , explained the abstention in the Security Council as a support for the territorial inviolability of Ukraine. For Chinese is definitely unacceptable method of ” referendum ” dangerous precedent for Beijing , for example in front of the supposed independence of Tibet.

The G7 statement – ” We, the leaders of Canada , France, Germany , Italy , Japan, United Kingdom, United States , President of the European Council and European Commission President have met in The Hague to reaffirm our support for the sovereignty , territorial integrity and independence of Ukraine ” . Thus begins the joint statement issued by the leaders of the G7 after their emergency meeting in The Hague. “We condemn the illegal referendum that was held in Crimea in violation of the constitution of Ukraine. Also strongly condemn the illegal attempt by Russia to annex the Crimea, in violation of international law and international obligations specific . We do not recognize either of them. This group – he continues – joined because of beliefs and shared responsibilities . Russia’s actions in recent weeks are not consistent with these beliefs and responsibilities. With these circumstances, it will participate in the planned meeting in Sochi. We will suspend our participation in the G8 Russia will not change until the path , ” the statement said , adding that the G7 will meet in June in Brussels. “Also, we decided that the G7 ministers will meet to discuss ways to strengthen our collective energy security .”

Crimea, assault on a military base – Tension , meanwhile, remains high . Russian forces have raided at dawn this morning in a military base in Ukraine Feodosia in Crimea , as indicated on his Facebook page by the spokesman of the Ukrainian forces in Crimea, Vladislav Seleznev . The operation was conducted with light armored vehicles and helicopters , and according to the same source, shots were heard gunfire. Ukraine , as reported by UNIAN , decided to withdraw its troops from the Crimea . Ukrainian President ad interim Oleksandr Turcinov then stated , speaking to the leaders of Parliament, who was ” ordered the government to evacuate the families of the Ukrainian military ” and ” to provide for their accommodation ” as well as ” that of all those who are forced to leave their homes. ”

The “case” of Poland – The Polish Ministry of Foreign Affairs in Warsaw claims to have received an official letter from the Russian State Duma with a proposal to split the current territory of Ukraine. At the ministry – explain the Polish media – aims to focus efforts on holding a referendum on the accession of Poland to the five regions of Western Ukraine: Volyn , Lvov , Ivano- Frankivsk , and Ternopoli Rovenskoj . ” The proposal is so special that no one takes it seriously ,” said the spokesman Marcin Wojciechowski Foreign Ministry in Warsaw, confirming the existence of the letter.

Fired professor who compared the annexation of the Crimea Anschluss – It ended with the predictable dismissal of disciplinary proceedings initiated in recent days in Moscow against Russian historian Andrei Zubov , a professor at the prestigious University linked to the Ministry of Foreign Affairs ( MGIMO ) below finished shooting for a controversial recent article in which he compared the annexation of Crimea to Russia Anschluss of Austria by the Third Reich (1938). This was announced today the same Zubov . The MGIMO – did you know the academic – ” I was fired on the basis of an article in the employment contract that covers cases of ‘ immoral behavior ‘ in an educational institution .”

A dispute rejected by Zubov who declared himself the victim of reverse discrimination ” for my political beliefs .” The scholar then remembering that he had expressed many times in 12 years of teaching, the media and elsewhere, opinions that are different from the line of the Foreign Ministry, and always without consequence . ” But evidently , times have changed ,” he concluded . An entirely different view direction dell’Mgimo , in a statement that accused him of disloyalty to the institution he worked for, defining ” insulting ” the historical comparison advanced days ago in the columns of the Russian newspaper Vedomosti and ” irresponsible his criticism the foreign policy of Russia. ” In the article ‘ offending ‘ , which immediately aroused controversy and hot reactions in Moscow, Zubov dared openly a parallel between the case Crimea and the annexation of Austria by Nazi Germany : claiming that this time it could be ” on the brink of complete destruction of a system of international agreements, the economic chaos and a political dictatorship .”

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